Nome: Livia
Alias: Keiji
Compleanno: 19 aprile
Segno: Ariete
Anni: 16
Odio poche cose. Nessuna persona. Non riesco a odiare. Neanche il Santagati. Neanche le interrogazioni. E neanche il Mago, quando fa l'infame.
Mi rende triste sentire al telefono un amico triste. Mi rende triste litigare con mio padre. E un'amicizia che si scioglie. E l'ipocrisia dietro le parole di una persona. E non raggiungere un traguardo che mi ero prefissata.
Ma odiare, poche cose. Odio le guerre, di ogni tipo. E Odio la banalità. Penso quindi di non scrivere oltre, a questo punto.
Amo Dario. Amo renderlo felice. Amo ogni suo singolo sussurro. Amo la sua voce chiamarmi piano "piccola mia". Amo contare i battiti del suo cuore, appoggiata dolcemente al suo petto. Amo ogni singolo bacio con cui mi sfiora. Amo ogni suo pensiero ed ogni suo sogno. E questa è la mia sola certezza. E questo amore mi rende felice.
Amo i miei amici.
Amo andare alla Sma con 20 euro e comprare schifezze di ogni tipo. E poi pagare alla cassa e vergognarmi come un suino. E tornando verso casa pieni di schifezze, ridere come scemi. Io e i miei amici.
Amo passare i pomeriggi a casa di Elio a vedere le puntate di Rex, fino alla nausea. E citare le battute di Tobias Moretti per tutta la sera.
Amo i pomeriggi con i mei amici. Abbioccata sul letto di Giorgio o sulla poltrona di un cinema. E leggere nel pensiero a Giorgio. E fare il salto della cavallina su una fontanella. E sputare sul portone del Pilo Albertelli.
Amo le notti passate in bianco a Mazzano. Tra le braccia di Dario. Oppure leggendo "Alì Babà e i 40 ladroni" con il Sottoponte.
Amo le ore trascorse al telefono con Giulia. E andare da McDonald's con Diana.
Amo sentire tanta gente attorno a me. E sapere che siete troppi per elencarvi tutti.
Amo la mia gatta. Amo i suoi versi strani. E le sue zampine. E averla perennemente tra i piedi.
Amo le piccole cose che mi rendono felice. Amo le conchiglie. E i peluches. Amo ascoltare la musica ovunque mi trovo. E perdermi nei miei pensieri. Amo spazzolarmi i capelli prima di andare a dormire. E disegnare le mie idee. Amo il mio Macintosh. E correre sotto la pioggia, ascoltando una canzone dei Led Zeppelin. Amo il cioccolato bianco. E sorridere felice mentre piano mi addormento.
The Beatles. Led Zeppelin. Green Day. Franz Ferdinand. The Clash. Rancid. Ramones. Simon and Garfunkel. Emerson, Lake & Palmer. Oasis. Bob Dylan. The Doors. Lucio Battisti. Fabrizio de Andrè.
"Do you want to" (solo se ballata da Dario e Giorgio). La colonna sonora di "The strawberry statement" e di "Easy rider". Una compilation dolcissima che mi fatto Dario. La sigla di Rex. Ed ogni canzone con cui, per pochi attimi, lascio ciò che mi stà attorno, perdendomi dolcemente nei miei pensieri.
Di Questi Tempi Ascolto
Everybody's Talkin' (Harry Nilsson). The Fallen (Franz Ferdinand). Prosthetic Head (Green Day). I Predict A Riot (Kaiser Chiefs). Spanish Bombs (The Clash). Scar Tissue (Red Hot Chili Peppers). Don't Stop Me Now (Queen). Up In The Sky (Oasis). Desolation Row (Bob Dylan).
Vorrei essere un "Easy rider". E battermi per le mie idee come gli studenti di "Fragole e sangue" (The strawberry statement). E gridare contro la società usando un crocefisso come spranga, come "Il Laureato". E prendere la vita come viene, come i protagonisti di "Amici miei". E vivere intensamente ogni minuto, come la protagonista de "Il meraviglioso mondo di Amelie". E ingannare per un giorno il destino come la principessa di "Vacanze romane". E imparare a volare come "La gabbianella e il gatto".
E scendere da una nave inseguita da Tom Hanks e dirgli "prova a prendermi!", poi salire su un aereo cadere e morire.
E sperare in fin di vita proprio come fa Tobias Moretti.
"Il cerchio celtico" (Bjorn Larsson). "I racconti" (E.A.Poe). "Il rosso e il nero" (Stendhal). "Germinal" (Emile Zola). "Oceano Mare" (Alessandro Baricco). "Jack frusciante è uscito dal gruppo" (Enrico Brizzi).
E tanti fumetti.
X1999. Chobits. Wish. Clover. Angelic Layer. Love Hina. 100% fragola. Tsubasa Reservoir Chronicol. Pita-ten. Kamiyadori.
Corto Maltese. Lupo Alberto. Cattivik. Mafalda. Sturmtruppen. Peanuts. Valentina.
Anna23
Artistefallite
Corte sconta detta arcana
DaRkScArLeT
Diana
Eoril
Giuggi
Giulia
Glael
Helena and Jiye
il raduno
Jiorgetta
Kikettina
lady_bastard
Lauretta
Livia
LordBale
Lort frog
Lukk
Maggie
Mikysha
Nimrod
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mi avete sognata *loading* volte
...siate più gentili...e datemi del tu!
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sognato da Keiji alle 19:59
IF NOT FOR YOU
- George Harrison -
if not for you
Babe, I couldn't even find the door
I couldn't even see the floor
I'd be sad and blue, if not for you
If not for you
Babe, the night would see me wide awake
The day would surely have to break
It would not be new, if not for you
If not for you, my sky would fall
Rain would gather, too
Without your love I'd be nowhere at all
I'd be lost, if not for you
If not for you
The winter would hold no spring
Couldn't hear a robin sing
I just wouldn't have a clue, if not for you
If not for you, my sky would fall
Rain would gather, too
Without your love I'd be nowhere at all
I'd be lost, if not for you
If not for you
The winter would hold no spring
Couldn't hear a robin sing
I just wouldn't have a clue, if not for you
If not for you
Amore mio, mi è capitato di ascoltare questa canzone, dopo tanto tempo, stamattina sul 213 a largo Preneste, mentre venivo da te... prima di oggi non avevo mai fatto caso a cosa significassero le parole... Volevo dedicarla a te, dolcissimo Dario, perchè davvero, senza di te nessuna cosa avrebbe senso, senza di te io non potrei vivere. Ti amo Dario, vita mia, e ti amerò per sempre...
sognato da Keiji alle 20:01
"Posa la penna, piega il foglio, lo infila in una busta. Si alza, prende dal suo baule una scatola di mogano, solleva il coperchio, ci lascia cadere dentro la lettera, aperta e senza indirizzo. Nella scatola ci sono centinaia di buste uguali. Aperte e senza indirizzo. Ha 38 anni, Bartleboom. Lui pensa che da qualche parte, nel mondo, incontrerà un giorno una donna che, da sempre, è la sua donna. Ogni tanto si rammarica che il destino si ostini a farlo attendere con tanta indelicata tenacia, ma col tempo ha imparato a considerare la cosa con grande serenità. Quasi ogni giorno, ormai da anni, prende la penna in mano e scrive. Non ha nomi e non ha indirizzi da mettere sulle buste: ma ha una vita da raccontare. E a chi, se non a lei? Lui pensa che quando si incontreranno sarà bello posarle sul grembo una scatola di mogano piena di lettere e dirle -Ti aspettavo. Lei aprirà la scatola e lentamente, quando vorrà, leggerà le lettere una ad una e risalendo un chilometrico filo di inchiostro blu si prenderà gli anni -i giorni, gli istanti- che quell'uomo, prima ancora di conoscerla, già le aveva regalato. O forse, più semplicemente, capovolgerà la scatola e attonita davanti a quella buffa nevicata di lettere sorriderà dicendo a quell'uomo -Tu sei matto. E per sempre lo amerà." da Alessandro Baricco - "Oceano Mare"
Te lo ricordi, amore mio, questo giorno di un anno fa? Ricordi, allora il 22 gennaio cadde di domenica.
Ricordi, amore dolce, la tua mano che appena mi sfiorava, non appena era nascosta ai Suoi occhi?
Ricordi, amore, sebbene ci fosse ancora Lei, aprivi il tuo cuore dolce a me.
Ricordi il primo abbraccio che ci scambiammo, le tue braccia d'improvviso attorno alla mia vita, le mani congiunte, i nostri volti vicini, in quella macchina al buio?
E ricordi, dolcissimo amore, le tue labbra che appena sfiorarono le mie, quella notte?
...poi...vi furono anche molte lacrime...
...e poi...quel meraviglioso giorno...appena 68 notti dopo quel lontano 22 gennaio...quel meraviglioso primo d'aprile...
Fu in quel giorno, dolcissimo Dario, in cui ti consegnai la mia vita...una metaforica scatola contenente ogni mio ricordo, ogni mio pensiero, ogni mio sogno, ogni mio istante...ti ho donato ogni cosa di me stessa, quel giorno, perchè fosse tua per sempre...il mio primo vero bacio, il mio cuore, il mio corpo, la mia anima. E da allora, non c'è attimo, non c'è pensiero che non dedichi a te...Ti ho scelto, amore mio, per amarti per sempre, per non lasciarti mai, per darti in ogni momento ogni cura e attenzione, per fare in modo che tu abbia sempre tutto il bene dell'universo.
Anche questa notte del 22 gennaio sarò felice e mi addormenterò pensando a te...e questa volta, il bacio che mi accompagnerà nei miei sogni non sarà quello fugace di un enfatizzato ricordo ma la meravigliosa promessa di un dolcissimo amore.
Ti amo, Dario.
sognato da Keiji alle 20:18
In quanto tempo passa un anno? Gli scheletrici alberi invernali, mentre percorrevo stamattina il lungotevere in autobus, mi hanno fatto ricordare i miei giorni di un anno fa...così grigi come il cielo di Roma stamani.
Quando passerà? mi chiedevo allora, tra pianti e sospiri...Quanta malinconia riascoltare oggi quella bellissima canzone, Macy's Day Parade dei Green Day, che conobbi in quei giorni, che tanto mi confortava quando mattine come questa prendevo l'autobus, lo stesso, per recarmi a scuola.
Quanto paiono ora lontani quei giorni in cui il cuore faceva male, in cui gli amici, quelli veri, mi sembravano distanti e da questi mi sentivo tradita...quei giorni in cui cercavo conforto da chi non mi avrebbe dato che poca compagnia.
Quanto tempo sarebbe trascorso prima che svanisse quella dolce tristezza che provavo nel averLo vicino, non come Lo avrei voluto io?...
E poi...Mi sono ritrovata a sorridere felice come una bambina senza neanche accorgermene.
"la vita è ciò che ti capita mentre sei impegnato in altri progetti" - John Lennon
sognato da Keiji alle 18:06
sognato da Keiji alle 14:39
...Canzoni che in particolare hanno caratterizzato il periodo più bello di quest'estate...canzoni che mi accompagnavano quando di notte, una volta terminato il fuoco di bivacco, mi allontanavo dagli altri scout e nel buio camminavo nel bosco, fino a raggiungere la cima di una collinetta. Allora mi sedevo sul fogliame e guardavo le stelle, tanto belle da quella collina, a tal punto che le lunghe processioni di lucciole che mi si facevano attorno parevano essere gli astri del cielo che, scesi in terra, danzavano nel bosco. Canzoni che mi erano vicine quando accendevo allora il cellulare, e con il cuore che batteva forte leggevo i bellissimi messaggi di Dario, il mio ragazzo, la persona più importante al mondo. Canzoni che si udivano forte nella mia mente quando tutt'attorno non risuonavano che le voci lontane degli scout che andavano a dormire, il gracidare dei grilli e il battito accellerato del mio cuore. Canzoni che tanto erano dolci nel momento in cui, tra quelle lucciole, avvertii un meraviglioso cambiamento nella nostra vita. Canzoni che sospiravano assieme a me come qualche giorno dopo venivo dolcemente cullata tra le braccia del mio ragazzo, felice come mai.
That's the way - Led Zeppelin
I don't know how I'm gonna tell you, I can't play with you no more,
I don't know how I'm gonna do what mama told me, My friend, the boy next door.
I can't believe what people saying, You're gonna let your hair hang down,
I'm satisfied to sit here working all day long, You're in the darker side of town.
And when I'm out I see you walking, Why don't your eyes see me?
Could it be you've found another game to play, What did mama say to me?
That's The Way, Oh, That's The Way it oughtta be, yeah, yeah,
Mama say That's The Way it oughtta stay, yeah, yeah, ooh, ooh
And yesterday I saw you standing by the river,
And weren't those tears that filled your eyes?
And all the fish that lay in dirty water dying,
Had they got you hypnotized?
And yesterday I saw you kissing tiny flowers,
But all that lives is born to die.
And so I say to you that nothing really matters,
And all you do is stand and cry.
I don't know what to say about it,
When all your ears are turned away,
But now's the time to look and look again at what you see,
Is that the way it ought to stay?
That's the way... That's the way it oughtta be, oh don't you know now,
Mama said, mama said... that's the way it's gonna stay, yeah.
Tangerine - Led Zeppelin
Measuring a summer's day,
I only find it slips away to grey,
The hours, they bring me pain.
*Tangerine, Tangerine,
Living REFLECTIONS from a dream;
I was her love, she was my queen,
And now a thousand years between.
Thinking how it used to be,
Does she still remember times like these?
To think of us again?
And I do.
*Tangerine, Tangerine,
Living REFLECTIONS from a dream;
I was her love, she was my queen,
And now a thousand years between
Eleanor put your boots on - Franz Ferdinand
Eleanor put those boots back on,
Kick the heels into the Brooklyn dirt,
I know it isn't dignified to run,
But if you run,
You can run to the Coney Island roller coaster,
Ride to the highest point and leap across the filthy water,
Leap until the Gulf Stream's brought you down.
I could be there when you land [x2]
So Eleanor take a Green Point three point,
Turn towards the hidden sun,
You know you look so elegant when you run,
If you run, you can run,
To that statue with the dictionary,
Climb to her fingernail and leap, yeah,
Take an atmospheric leap,
Leap and let the jet stream set you down.
Could be there when you land,
I could be there when you land,
Could be there when you land.
So Eleanor put those boots back on,
Put the boots back on and run, run,
Come on over here, come on over here,
Come on over here...
sognato da Keiji alle 12:14
.•**•.•**•. Resoconto di una follia .•**•.•**•.
Oggi ho fatto una follia...non chiedetemi il motivo che mi ha spinto a farla, non lo so nemmeno io...forse, è nascosto nei meandri della mia mente e del mio cuore...o più semplicemente, è tanto palese il motivo che mi ha spinto a farla...amore.
Non si dice, forse, che non esiste amore senza un pizzico di follia?
Okay, nel mio caso non si tratta di un pizzico, bensì di una mastodontica tonnellata...
Ne ho fatte tante di follie per amore...ma questa le supera davvero tutte! lasciatemi spiegare...
Dunque, il programma di oggi consisteva nel trascorrere la giornata con la mia amica Shaula e rientro a casa alle 17:00...poi...l'illuminazione...all'una e mezza me ne vado...chiamatelo "richiamo della foresta" chiamatelo come volete...ho sentito bisogno di andare a casa di Dario.
Perchè mai, ora mi chiedo? Dario non è a Roma in questi giorni...ok, forse l'ho fatto apposta per questo motivo...non potrei mai farlo in presenza dei suoi...ma...ma Dario abita all'Alessandrino! Dall'altra parte di Roma, insomma...ma, si sa, non esistono misure e distanze in amore...ma...l'ultimo problema...io non so il suo indirizzo...e non ricordo bene la strada che ho percorso quando ci sono andata...ma...la troverò!
E con questo pensiero ho dato inizio alla mia avventura.
Equipaggiamento dell'avventura:
- cellulare
- 30 €
- macchina fotografica che non so per quale genio ho messo stamani nello zaino...
- maglietta dei Led Zeppelin
- mezzo litro d'acqua che si rivelerà poi vitale...
- stomaco pieno
- scarso senso dell'orientameno
- scarsissima memoria visiva
Diario dell'avventura:
ore 13:35: scendo dalla metro A a termini.
ore 13:40: arrivo davanti alla fermata del tram 14, davanti al liceo di Dario, l'Albertelli...prima della partenza eseguo un piccolo rito propiziatorio: lo sputo sul portone dell'Albertelli...e che il cielo me la mandi buona!
ore 13:50: salgo sul tram 14 con il mio compagno di viaggio che mi accompagnerà per tutta la durata dell'avventura: il mio iPod. E non poteva scegliere un inizio di avventura migliore di "Warning" dei Green Day da suonare mentre salgo sul tram.
Nessuno sa dove sono ora...i miei sanno che sono con Shaula...sono una vagabonda, sono libera per poche ore...poche ora per vivere un avventura solo mia, per raggiungere un mio piccolo traguardo ed essere felice per un istante...
ore 14:20: scendo dal tram al capolinea, viale Palmiro Togliatti...da questo momento me la devo sbrigare da sola. Guardo da una parte all'altra della lunga strada trafficata con fare smarrito, cercando di afferrare qualche frammento di ricordo di quando ci sono venuta l'ultima volta...attraverso la strada più volte, faccio un pò avanti e indietro...ho appena attraversato un semaforo lungo vent'anni quando mi appresto a chiedere ad un gentil vecchietto dall'occhio tardo dove sia viale Alessandino, il mio unico punto di riferimento strappato da una convestrazione con Dario dove mi diceva "ora dovrò farmi viale Alessandrino in salita!"...il gentil vecchietto mi risponde che devo attraversare di nuovo il semaforo lungo vent'anni...quindi, vent'anni dopo, mi ritrovo dall'altra parte della strada a canticchiare felice assieme al mio iPod, riconoscendo la strada indicatami dal gentil vecchietto...
Quindi, seguendo le indicazioni celate nell'esclamazione fatta da Dario, mi faccio viale Alessandrino in salita, sotto il sole cocente delle 14:30...sudo come un suino, ma riconosco la strada: l'abbiamo percorsa insieme io e Dario per raggiungere il tram dopo aver trascorso una mattina dolcissima nel suo letto, avendo fatto sega a scuola.
La salita finisce, ma viale Alessandrino no...e qui cominciano i primi dubbi...faccio una breve sosta per "fare il pieno"...ovvero bevo un pò dell'acqua che avevo appresso, ormai divenuta brodo.
C'è un parco, non mi è familiare ma provo ugualmente ad entrarci e a percorrere una stradina che lo attraversa, perchè nei miei ricordi casa di Dario non era lontana dalla salita...beata ingenuità!
Trovando la cosa fin troppo poco familiare, decido di tornare su viale Alessandrino...dopo aver perquisito un paio di strade private, mi sovviene un flashback...per raggiungere casa di Dario si passa in mezzo a delle bancarelle del mercato! chiedo alla prima vecchietta che trovo se a sua saputa c'è un mercato con delle bancarelle lì attorno...lei mi risponde che ci sono, ma taaaaanto lontane e che comunque il mercato a quell'ora è chiuso (e grazie al...!) dunque proseguo per viale Alessandrino...supero una chiesa che mi ricordo di aver visto, ma da un'altra prospettiva, andando a casa di Dario la prima volta...non so se sentirmi sollevata o se piangere dalla disperazione...fatto stà che trovo le benedette bancarelle, che nonostante siano chiuse, a differenza di quando sono venuta assieme a Dario di mattina, riconosco benissimo. Proseguo oltre, ma allora mi perdo, mi scoraggio, penso di essermi confusa...non trovo la discesa che porta al suo condominio.
Allora chiamo il mio assistente in diretta dalle Tremiti e gli chiedo un piccolo sforzo di memoria:
"Giorgio, sai per caso quale sia l'indirizzo di Dario?"
"perchè, gli vuoi mandare una cartolina?"
"no, Gio, sono all'Alessandrino..."
"...!!!"
"sì, Gio, non so perchè l'ho fatto, ma ho voglia di andare davanti a casa di Dario..."
"caspita, certo che non devi avere proprio un cazzo da fare per essere andata fino all'Alessandrino!"
E comunque, l'indirizzo non lo sa, a malapena rammenta le bancarelle e la discesa di casa di Dario...e sono tre quarti d'ora che giro...
"e comunque, quando troverai casa di Dario, piantaci sopra una bandiera come fanno gli astronauti sulla luna! se la trovi, sarà un piccolo passo per un uomo, ma un grande passo per l'Alessandrino!" aggiunge il mio assistente augurandomi una buona fortuna. Poco rincuorata lascio le bancarelle...se solo avessi sapunto quanto invece ero vicina alla casa che tanto cercavo!
Mi soffermo a tutte le fontanelle che incontro, la vista mi si appanna...ormai ascolto tutto ciò che l'iPod mi proponte, anche le minchiate che dovrei eliminare da tempo...continuo a fare avanti e indietro per viale Alessandrino e per tutte le viuzze e le traverse maledettamente il salita che lo costeggiano...niente...rammento solo una stradina in salita, ma una volta percorsa, mi ritrovo nuovamente su viale Alessandrino...i piedi mi fanno male...camminare a lungo con le All Stars non è ciò che si può definir propriamente salubre...
Perquisisco tutte le vie, tutte le stradine private che trovo...niente...è un'ora e mezza che cammino sotto il sole, facendo avanti e indietro...ho le gambe a pezzi, sono in un bagno di sudore, eppure continuo la mia ricerca...mio padre dice che questo è un aspetto meraviglioso del mio carattere: non mi do per vinta, una volta che mi prefisso un obiettivo ci sbatto contro la capoccia dieci, venti, cento volte per raggiungerlo...
Intanto, continuo a rimandare il mio rientro a casa...eppure, presto giungono le 16:15...non posso trattenermi oltre...sono a pezzi...vorrei piangere dalla fatica e dalla disperazione...allora, proprio come in Fantozzi, vedo San Pietro Alessandrino che preso da misericordia nei miei confronti mi piglia a schiaffi e mi rimette in piedi, e poi mi illumina la strada...ok, magari non proprio così, ma davvero stavo per rinuncare quando qualcosa mi ha spinto di nuovo verso le bancarelle...forse la frase di Giorgio di poco prima che diceva "mi ricordo solo che era un labirinto di viuzze...".
Oltrepasso dunque le bancarelle e mi inoltro in una lunga via che non mi dice niente, eppure la percorro, sino a raggiungere una prima traversa...con amara delusione vi trovo solo dei bambini che giocano a pallone e che mi rivolgono uno sguardo interrogativo.
"se non è questa, me ne vado..." mi dico sconfitta, ma allora, raggiungendo la traversa successiva la trovo! La casa di Dario! Corro verso il cancello con il cuore in gola, rischiando di cadere un paio di volte...
Quasi mi metto a piangere quando leggo sulla casella della posta "Silvestri-Chiarini"...telefono a Giorgio in preda ad un attacco di pura gioia e quasi grido "L'ho trovata! L'ho trovata! Sono a casa di Dario!!!"
Via dei Limoni 35f.
Non mi resta molto tempo ormai, sono le 16:30 (ovvero: sono due ore che giro!), guardo sognante l'edificio per qualche istante, sentendomi felice solo per essere davanti alla casa di colui che amo...
Prendo la macchina fotografica che avevo fortuitamente appresso e scatto delle foto alla casella postale dove è scritto il suo cognome e al palazzo, quindi mettendomi a correre mi allontano velocemente poichè in mostruoso ritardo, eppure, il mio cuore è tanto felice...
Chiamo velocemente i miei annunciando un ritardo di mezz'ora, quindi raggiungo velocissimamente il capolinea del tram a viale Palmiro Togliatti...
ore 16:45: prendo il tram 14 al capolinea, mi viene un pò da piangere mentre lascio l'Alessandrino...mi è dolce ormai questo quartiere...
ore 17:10: arrivo a termini e scendo dal 14...ormai la mia avventura stà per giungere alla fine. Le gambe non mi reggono più, eppure devo aspettare il 170 al capolinea in piedi per un quarto d'ora...
ore 17:20: prendo il 170 per raggiungere casa mia intorno alle 17:50...la mia avventura finisce qui.
Sorrido, i piedi mi fanno ancora male, sono distrutta dal sonno e rossa in viso per il troppo sole...ma son felice. Felice per aver compiuto questo piccolo gesto che desideravo compier da tanto, per essermelo sudato...ma soprattutto, felice al pensiero di essere la ragazza di Dario, colui che ritengo la persona più speciale al mondo...felice perchè lui mi rende felice...felice di compier qualche piccola follia in nome di questo amore che mi colma ogni attimo, ogni pensiero, ogni sogno...
sognato da Keiji alle 20:26
Sei sola, Lucy?
Da morire...
Sarà che ho sonno...mi stò intristendo parecchio...
Mi sento sola.
Ti manca il tuo Scemo sulla collina?
Da morire...
E' tanto lontano...ancora 17 giorni per rivederlo...per risentire la sua voce dolce...senza alcuna possibilità di sentirlo prima...
Mi manca tanto...
Con le lacrime agli occhi, scrivo dal computer di Giorgio...
Alle mie spalle, i miei amici si divertono...
Non riesco a divertirmi con loro...
Ci provo...fallisco...
Un solo pensiero per la testa...
Un solo volto...una sola voce...una sola voglia, un solo desiderio mi anima...
Vorrei dormire...dormire tanto...17 giorni, per l'esattezza...e venir svegliata dai suoi baci dolci...
ODIO l'estate...
sognato da Keiji alle 16:02
E ora, dì che sei venuta volentieri...
scusate non sapevo che minchia fare
mi serve un cucciaio...qualcuno ce l'ha? 
sognato da Keiji alle 21:49
CERTE NOTTI...
Sono tornata. Non posso assicurarvi una costante presenza tra queste pagine, ma mi fa piacere riscrivervi dopo tanto...Mi scuso con tutti coloro che mi hanno contattata senza ottenere mia risposta alcuna.
Però sono felice. Tanto.
Inizialmente questo post era diverso...avevo raccontato del giorno in cui è nata questa mia felicità...del giorno in cui mi sono messa con Dario...
Però poi l'ho cancellato...ho deciso di tenermela per me, quella giornata...
Quindi ho deciso di pubblicare, in sostituzione a ciò, una storia che ho scritto pochi giorni prima di mettermi con Dario...quando ancora la mia felicità sembrava così lontana...è una storia triste, ed ancosa incompleta...ho aggiunto qualche riga l'altro giorno...la continuerò man mano che vivrò questa mia felicità...
E' una favoletta psichedelica con alto contenuto onirico...e tutt'una citazione alle canzoni dei Beatles...l'ho scritta più che altro per me...
*~ La cipolla di vetro ~*
Poichè questa che stò per narrarvi altro non è che una favola, inizierò con un c’era una volta...
C’era una volta, o forse due, una terra situata a ventimila leghe sotto il mare, ove i cieli erano di marmellata e le nuvole scolpite in zucchero.
V’erano fiori di plastica gialli e verdi, altissimi, accostati alle strade.
E taxi fatti di giornali.
E treni di plastilina.
E una cipolla di vetro.
I passanti, mangiando torte di marshmallow vi guardavano attraverso, per scorgervi la piccola Lucy.
Lucy viveva nella cipolla di vetro.
Non usciva mai.
Non poteva uscire.
Lucy non vedeva.
I suoi occhi erano di caleidoscopio.
Per far piacere alla gente, dicono.
Lucy aveva un sogno, sapete?
Tutti ne hanno uno.
Quello di Lucy era raggiungere un campo di fragole infinito.
La persona che l’avrebbe amata ce l’avrebbe portata, ne era certa.
Perchè attraverso la cipolla di vetro,
Lucy aveva udito una canzone;
Diceva
“Lascia che ti porti con me.
Vado in un campo di fragole infinito.
Dove nulla è reale.
E dove non vi alberga alcuna preoccupazione.
Un campo di fragole infinito.”
Non ti piacerebbe, Lucy?
Non vorresti anche tu trovare una persona che ti ami?...
Come uscì, quel giorno, ancora non lo so spiegare;
ma senza dolore alcuno
Lucy uscì dalla cipolla di vetro;
andò tutto in frantumi, ma non Lucy.
Ella rimaneva lì ammezzo, affatto spaurita.
Mosse un passo avanti a lei e quindi un altro.
Piano lasciò quel luogo.
Dove vai, Lucy?
Cerchi ancora il tuo campo di fragole?...
*~ Il tricheco ~*
Cammina, Lucy.
Forse sai già che è tutto un sogno?
I tuoi occhi non vedono.
Come il tuo cuore permani nel vagare
in cerca di un pò di calore...
E poi giunse il tricheco.
Tentava, come poteva, di aggiustare un buco
nella sua testa.
Un buco che faceva entrare la pioggia
nella sua mente.
“Chi sei?”
“Io sono il tricheco, mia piccola Lucy.”
“Stò cercando un campo di fragole. Mi ci porti tu?”
“Non posso...”
“Non puoi? Perchè?...”
“Perchè tu sei sola, Lucy.”
“Tu mi stai lasciando sola...”
“Non potrei fare altrimenti...”
“Cosa fai?”
“Cerco la felicità...”
“Qui puoi trovarla?”
“Esistono molte forme di felicità, Lucy...”
“E quando l’avrai trovata, sarai felice?”
“Non tutti sono destinati ad esserlo, piccola...”
E tu Lucy, sarai felice?
Tanti ne hai fatti felici...
Troverai una tua felicità?
Cammini ancora Lucy.
Esiste la tua felicità?...
*~ La ragazza contatore ~*
Ove l’occhio non giunge, e tu eri lì, Lucy,
trovavi la notte.
Nebbiosa, un parcheggio avvolgeva.
E tu ne eri al centro.
Accanto al parcometro,
forse tutt’uno con esso,
vi stava una giovane.
“E tu chi sei?”
“Io sono Rita, la ragazza contatore.”
“Cosa fai qui?”
“Sono sola...”
“Sei sola? Ma qui attorno non vi sono
tante macchine? chi ve le ha lasciate
non ti ha tenuto compagnia?”
“Ha importanza che ci sia qualcuno con te
quando non v’è la persona amata?”
“Sei sola, Rita...”
“Tu lo sei, Lucy?”
“Finchè non troverò colui che mi porterà in un campo di fragole eterno...”
“Esisterà mai, Lucy?”
Se non esistesse, Lucy, dove andrai?
Muterai dunque il tuo desiderio?
Saprai trovarti una felicità diversa?
*~ L’uomo inesistente ~*
Seduto in una terra inesistente,
e Lucy con lui,
vi era un uomo inesistente.
Si interrogava.
Faceva i suoi caloli.
Mentali.
Per scoprire quanti buchi fossero entrati nell’Albert Hall.
“Chi sei?”
“Sono l’uomo inesistente, Lucy...”
“Cosa fai?”
“Progetti inesistenti destinati all’attenzione di nessuno.”
“Perchè sei inesistente?”
“Perchè non esisto agli occhi di nessuno, piccola...”
“Ma io ti vedo...ora esisti?”
“Lo vorrei, Lucy...”
“Non puoi?”
“Non sei la persona che amo...”
“Se ti amassi, esisteresti?”
“Io non ti amo, Lucy...”
“Nessuno mi ama, dunque?”
“Se è così, allora sei inesisente anche tu, piccola...”
E’ necessario essere qualcuno per raggiungere una propria felicità?
Se questa felicità consiste nel diventar qualcuno...
Ci si può considerare vivi se non amati?
*~ Il sogno ~*
Attraverso l’universo
giungesti presto, piccola Lucy.
Tra la pioggia
la figura di un’anima giovane scorgesti.
La gente ricordava tale fanciulla
come una vecchia
dal tempo vissuta.
Ma ora, in ectoplasmatica forma,
par pudica giovine,
gli occhi neri.
Profondi.
Malinconici.
La pelle pallida.
Da una lacrima segnata.
Gracile alle sembianze.
Neri i capelli che liscissimi
vanno a coprirle le spalle.
La parola piano vai a rivolgerle.
“Chi sei?”
“In vita mi chiamavano Eleanor Rigby...”
“Sei triste?”
“Lo sono sempre...”
“Perchè?”
“Non sono riuscita a trovare la mia felicità...”
“Che felicità cercavi?...”
“Volevo un uomo solo per me.
Ma, mi dissero, nessun uomo mai sarebbe stato il mio.
Per via del mio volto, dicevano.
Un giorno, anche brutta mi definirono.
Ma io lo volevo tanto, Lucy...
Raccoglievo il riso
fuori dalla chiesa
sempre, dopo un matrimonio.
L’iridi mie si posavano sulle spose, e allor sugli sposi.
E padre McKanzie posava le sue su di me.
Pensava: ne morirà!
Ma.
Un uomo ci fu.
Fu mio.
Per pochi attimi.
Il tempo di un bacio,
e già era via.
Mi disse di aver giocato.
Non poteva dimenticarmi
poichè mai nella sua mente mi aveva avuto.
Ma io l’ho sempre rammentato, Lucy...sempre...
Anche se fu un gioco...sempre...”
“Non sei diventata felice?”
“tu lo diventeresti ugualmente, Lucy, se non riuscissi a trovare l’uomo per te?”
“Non lo so...”
“Ci proverai?”
“Voglio essere felice...”
“E’ dura Lucy...”
“Lo so...”
“Sarai forte?”
“Tenterò...”
Or giunge ciò che più mi duole, povera Lucy...
*~ Lo scemo sulla collina ~*
Lucy cammini ancora.
In cerca di colui
che per mano ti condurrà
alla felicità.
Lo hai trovato?
Com’era...?
“Tu sei la persona solo per me...”
“Io sono lo scemo sulla collina, Lucy...
Nessuno mi vuole conoscere.
Lo vedono, sono solo uno scemo.
Ma io non do risposte.
Ho la testa nelle nuvole,
sono l’uomo dalle cento voci.
Sono colui che vede il sole tramontare
ed il mondo girare su se stesso.”
“Io ti amo...”
“Io no, Lucy...”
“Allora nessuno mi ama?”
“Io ti voglio bene, piccola...non piangere.”
“Anche se non mi ami,
riuscirai a condurmi in un campo di fragole eterno?”
E ancora attendi, piccola Lucy.
E anche io, tutt’ora mi chiedo...
mercoledì 29 marzo 2006
*~...~*
I sentimenti, specie quelli umani,
posson cambiare,
lo sapevi Lucy?
Lo scemo sulla collina si propose dunque
di accompagnarti in quel tuo campo di fragole...
ma tu, Lucy, potevi averlo accanto come uomo
e non come persona da amare?
In questo non riuscisti, Lucy...
Troppo male ti facesti...
Mai tu riuscisti a vederlo diversamente
da come lo vereva il cor tuo...
Tanto vicino ei ti stava
eppure, non come lo avresti voluto tu...
Ma i sentimenti, specie quelli umani,
cambiano,
Lucy.
Facendo assieme la strada
lo scemo s’accorse dei tuoi occhi di caleidoscopio
che tanti avevan reso felici?
Lo scemo non vede.
Ma pian s’accorse di volerti vicino.
I suoi sentimenti son dunque cambiati, Lucy...
Or sei felice?
Ora Lucy è nel campo di fragole.
Ce l’ha portata lo scemo sulla collina.
Che Lucy ama tanto.
Da cui Lucy si sente amata tanto...
Sei felice, piccola Lucy?
“Si, tanto...”
I sentimenti, specie quelli umani,
ahimè cambiano,
Lucy...
Non ti spaventa possa finir tutto ciò?
“Un poco...”
“Ma anch’io son umana...”
Giovedì 25 maggio 2006
E tra pochi giorni io e Dario facciamo due mesi. I primi due mesi di tanti a venire, si spera...perchè ora sono felice, come non mai.
Probabilmente tutto ciò non andrà ad interessare nessuno, ma ci tenevo comunque a scriverle queste poche righe...Grazie comunque a tutti coloro che continuano a farmi visita...non sono una presenza costante, ma spero comunque di riuscire a passare dai vostri blog prossimamente per salutarvi...
sognato da Keiji alle 22:35
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